La Rinascita

Come si può rinascere?

Per affrontare questo argomento bisogna chiarire subito che cosa intendiamo per rinascita e quale significato dare a questo concetto.

È chiaro e palese che non si tratta di una rinascita in senso fisico e quindi ci si deve orientare verso quella che in questo caso può essere intesa come rinascita interiore.

In altre parole si tratta di analizzare la possibilità di una riscoperta del proprio io nascosto, una ricerca del proprio spirito e quali mezzi o quale strada seguire per farlo rinascere.

Se ci si sofferma però al concetto di rinascita, facendo riferimento al fenomeno più importante della nostra vita e cioè la nascita, si rischia di crearsi quell’aspettativa irrealizzabile di una nuova partenza da zero e cioè, detta il linguaggio corrente, di ricominciare da capo.

Purtroppo non è così perché per quanto abili e volenterosi, non ci si potrà liberare dei condizionamenti e dell’educazione che ci hanno accompagnato per tutta la vita e che costituiscono la base delle cose in cui crediamo e con cui creiamo la nostra esistenza.

Una rinascita possibile è invece da intendersi come una lenta e profonda trasformazione di ciò che di più intimo è nascosto nel proprio animo, dentro di noi e più esattamente quella parte di noi che con grande difficoltà riusciamo a vedere se non rispecchiate attraverso le reazioni di coloro con cui ci relazionano.

Possiamo vestirci molto elegantemente, ma solo se qualcuno lo apprezza e ce lo fa notare con un complimento sappiamo di essere eleganti.

Per quanto riguarda il nostro io nascosto funziona più o meno lo stesso modo e quindi sappiamo di essere simpatici o antipatici a seconda delle reazioni delle persone con cui si ha a che fare.

Ora non è facile capire quali aspetti del proprio carattere, che in realtà è la parte manifesta del proprio io, sono quelli che ci creano problemi di relazioni con gli altri, perciò per poter realizzare la propria rinascita ci si deve dedicare con molto impegno a dedizione allo studio di quello che abbiamo di più nascosto nel nostro intimo e già questo richiede un grande sforzo; poi si potrà procedere per gradi nella valorizzazione di ciò che riteniamo vitale per il benessere del nostro io e cominciare ad amarlo, cercando allo stesso tempo di minimizzare gli effetti di ciò che invece riteniamo superfluo o controproducente e che rallentano la nostra crescita evolutiva interiore.

Se si è giunti a questo punto, avendo chiaro il processo sopradescritto, si è già sulla buona strada per iniziare a costruire la propria rinascita, ma ora il problema più grande, una volta scoperti i lati più oscuri e nascosti del proprio io, è andare a capire come classificarli per poter procedere alla loro ristrutturazione.

Qui purtroppo ci si deve documentare un po’ anche se il buon senso è un ottimo supporto. A titolo semplificativo si possono citare alcuni aspetti che sono pressoché comuni a tutti e su cui tutti si dovrebbe riflettere.

In primo luogo la tolleranza. Spesso la propria intolleranza verso gli altri nasconde una profonda intolleranza verso sé stessi.

L’arroganza o l’ingiustizia che abbiamo subito da parte di qualcuno ci porta a essere arroganti e iniqui con gli altri; l’indifferenza con cui siamo stati abituati a crescere, può farci essere indifferenti verso gli altri. Potrei elencare ancora ma mi limito solo a pochi esempi.

Una cosa certa è che troppo spesso ci giustifichiamo affermando di aver fatto la cosa giusta anche sapendo di aver sbagliato. Cominciare a riflettere sui propri errori e ammettere di non essere infallibili, riscoprire il perdono verso sé stessi e tendere la mano al proprio io per accettarsi così come si è, è un grande passo per quella lenta e laboriosa trasformazione che possiamo chiamare rinascita.

Rinascita è anche prendere le distanze da tutto ciò che ci crea malessere, svincolarsi dai condizionamenti. Questo non significa eliminarli, ma cominciare a vederli lontani come se non ci appartenessero, come se fossero di un’altra persona.

Chiunque in gioventù ha vissuto un innamoramento, può ricordare come ogni problema passasse in secondo piano rispetto al desiderio di stare con la persona amata.

Rinascere può anche essere innamorarsi del proprio io e voler restare con sé stessi lontano dai problemi.

Rinascita non significa cambiarsi in un’altra persona, ma trasformare sé stessi per andare verso quello stato di benessere che ci fa sentire in armonia con ciò che ci circonda e in pace con noi stessi.

Questa trasformazione interiore del resto si associa a quella costante trasformazione fisica che ci accompagna tutta la vita e ci tramuta da piccoli individui infantili a esseri adulti che col tempo invecchiano, cambiando aspetto. Se accettiamo come possibile questa mutazione fisica, possiamo fare altrettanto accettando la possibilità di una trasformazione interiore che vada oltre quella che comunemente viene chiamata maturità ed è attribuita alle persone adulte.

Per chi ha privilegio di vivere la propria rinascita il mondo gli apparirà per diverso, ma in realtà è il suo io interiore ad essere trasformato.

(2001)

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