Roma Capitale

Due immagini di Ettore Roesler Franz scattate a fine Ottocento in piazza Montanara a Roma, dove si raggruppavano le persone per cercare un lavoro. Siamo alla seconda metà dell’800 e di lì a poco la città sarebbe stata annessa al nascente Regno d’Italia fortemente voluto dai Savoia. A quel tempo la popolazione viveva in uno stato di indigenza profonda (si notino le “ciocie” semplici calzari fatti di fasciature e legacci ai piedi del ragazzino in primo piano e dell’uomo vicino a quello col bastone). Tutti portavano il cappello per evitare di prendere pidocchi. La gente non aveva bagni in casa e si lavavano raramente nei bagni pubblici della città. L’analfabetismo era diffusissimo. Difficile immaginare che la popolazione fosse al corrente di ciò che sarebbe accaduto di lì a poco. Tutta la città sarebbe stata stravolta e vecchi quartieri fatiscenti, dove la povertà costringeva la popolazione a vivere in condizioni pietose, furono interamente abbattuti. Le voci di una nuova attività edilizia attirava gente da ogni parte nella speranza di un lavoro come manovale. I contadini lasciarono i campi e gli artigiani si riversarono in città in attesa di un lavoro. In breve tempo la popolazione aumentò in maniera incredibile. Da circa 150 mila prima del 1830 si passò a circa 250 mila nel 1881, cioè circa 100 mila abitanti in più in 50 anni. Con l’avvento del nuovo Regno d’Italia la capitale passò da Torino a Roma nel 1871. In ossequio al nuovo re sabaudo furono demoliti tutti gli edifici intorno all’attuale piazza Venezia per dare inizio ai lavori di costruzione del Monumento detto Vittoriano.

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