I NUMERI

Questo non è un trattato di matematica, che lascio volentieri a persone più qualificate, ma solo un riepilogo sommario di alcune riflessioni sul significato dei numeri.

Da quando sono sorte le prime civiltà l’uomo si è scontrato con il problema dei numeri. Forse il mistero ancora avvolge il momento in cui tutto è cominciato. Con molta probabilità i primi tentativi vennero fatti usando le dita delle mani e successivamente con le 3 falangi di ogni dito ad eccezione dei pollici che ne hanno due. Da qui si può azzardare l’ipotesi che le quattro dita di una mano, che danno un totale di 12 falangi, sia alla base del sistema sessagesimale in uso presso i sumeri già cinquemila anni fa, con il quale erano in grado di dividere la circonferenza del cerchio in 360°.

Nondimeno vale ricordare che 12 è un numero particolare e ricorrente: i mesi dell’anno, gli apostoli, i pianeti del nostro sistema solare, le fatiche di Eracle (Ercole), i paladini di Carlo Magno, i cavalieri di Re Artù, i Titani, i segni zodiacali, le ore del giorno antimeridiane e postmeridiane, gli dei dell’olimpo, le tribù d’Israele,  in musica 12 semitoni formano un’ottava.

Matematicamente il numero 12 è riferibile al 3, sia perché divisibile per 4, ma anche perché 1+2=3. Anche il 3 è un altro numero ricorrente al pari del 7 (i giorni della settimana, i bracci della menorah, le meraviglie del mondo antico, le Pleiadi, i colli di Roma, i mesi di 31 giorni, i re di Roma) che insieme ad altri rientra in quella che viene definita corrente esoterica. Questi numeri infatti, oltre al semplice significato matematico, racchiudono significati simbolici di notevole importanza che sfocia in un contesto in cui si fondono miti, religione, filosofia, scienza, matematica e storia, nel tentativo di ricollegare tutto ciò in una visione olistica.

È impresa ardua per i non addetti ai lavori riuscire a districarsi in questo dedalo di nozioni che solo agli iniziati è concesso di accedere.

A tale proposito si consideri l’importanza fondamentale che riveste il numero aureo o sezione aurea (1,6180339887……) (https://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea), meglio noto come divina proporzione, già noto agli albori delle più antiche civiltà e che si ritrova nelle più famose costruzioni architettoniche della storia tra cui il Partenone di Atene e Castel del Monte in Puglia ma anche in numerose specie animali come le conchiglie e nel regno vegetale come ad esempio nei girasoli. Aggiungerei i frattali, che in qualche modo ad esso si ricollegano, che sono stati al centro degli studi condotti da Mandelbrot per la misurazione delle figure geometriche anomale come le coste frastagliate, la formazione delle fronde degli alberi e via dicendo (https://it.wikipedia.org/wiki/Frattale).

Forse però con maggior interesse attrae il calcolo binario, studiato a fondo dal matematico tedesco Leibniz grazie al quale oggi possiamo utilizzare i nostri computer.(https://medium.com/through-the-optic-glass/leibniz-il-sistema-binario-e-la-cina-a5d80a0791d4). Questo tipo di calcolo infatti consente di utilizzare solo due cifre I e O con le quali si possono comporre tutta una serie di combinazioni da cui scaturisco risultati che rappresentano ciò che vogliamo ottenere. Per semplificare funziona un po’ come l’alfabeto Morse composto da linee e punti. A seconda di come sono combinati questi due elementi si ottengono parole. Un esempio di messaggio in codice Morse è il messaggio SOS, composto da tre punti (S), tre linee (O) e tre punti (S).   …_ _ _ …

Ma riprendendo un momento il calcolo binario; la cosa sorprendente, e che lo rende ancor più interessante, è che esisteva già molto prima degli studi condotti da Leibniz. Nell’arte divinatoria cinese infatti esiste un libro che risale a più di quattromila anni fa noto come I-Ching (https://www.cronologia.it/mondo18.htm). In esso trovano spazio e vengono descritti i significati di 64 simboli composti da linee intere e line spezzate (vedi fig .1).  In qualche modo le linee intere e le linee spezzate sono riconducibili all’alfabeto Morse (linea-punto) e al calcolo binario (I-0).

Fig.1

Impressionante poi notare come il numero di simboli (64) corrisponda alla dimensione dei registri interni della CPU usata per una determinata architettura nei computer. Il raddoppio di questo valore ci porta alla quantità di memoria di un processore espresso in byte (128, 256, 512, 1 Mb). Può sembrare una coincidenza ma nel 1982 fu messo sul mercato il primo rudimentale computer di massa con il nome di Commodore 64. Da non dimenticare che la scacchiera è composta da 64 quadrati.

Non sono esperto né ho titoli per affrontare approfonditamente certi principi scientifici perciò mi si perdonino le inevitabili inesattezze nel tentativo di semplificare concetti al di là delle mie conoscenze. Con grande sforzo e molto impegno si possono però azzardare alcune ipotesi basate però non su semplici fantasie o congetture, ma su dati e concetti già appurati e in molti casi scientificamente provati.

È noto infatti che, grazie alle ultime ricerche astronomiche, nello spazio che accoglie tutti i sistemi galattici (nell’accezione comune considerato erroneamente vuoto) c’è un invisibile e fitto tessuto di onde elettromagnetiche sotto forma di particelle infinitesimali cariche di energia. Queste particelle sembrano esprimere la loro energia sotto forma di vibrazioni. Queste vibrazioni sono misurabili in termini di numero di oscillazioni dell’unità di tempo. Questo calcolo è già noto da tempo ai fisici in particolar modo nel campo elettrico dove la corrente varia la sua intensità a seconda del numero di oscillazioni al secondo (hertz) con il simbolo Hz dal nome dal fisico tedesco Heinrich Rudolf Hertz che ne elaborò gli studi. Tale misurazione vale anche per le onde radio e quelle luminose. Gli scienziati hanno potuto misurare tutto ciò sia per quanto riguarda i raggi luminosi (gamma) composti da fotoni, sia per alcune vibrazioni elettromagnetiche che non emettono luce ma suoni. Può sembrare incredibile ma nello spazio c’è rumore, un suono impercettibile che solo con sofisticati strumenti può essere captato.

Una particolarità del suono è che se due onde sonore vibrano con la stessa frequenza entrano in “risonanza”. In pratica le loro onde oscillano con la stessa intensità e si sovrappongono in una sorta di gemellaggio che le unisce. Viceversa se le oscillazioni di vibrazioni diverse s’incontrano si ottiene l’effetto opposto e cioè l’allontanamento o “dissonanza”. Un po’ come accade con le calamite che si attraggono e si respingono a seconda dei poli positivo e negativo.

La cosa interessante è che quelle stesse particelle che navigano nello spazio galattico le ritroviamo anche intorno a noi nel nostro mondo e sono del tutto uguali agli stessi fenomeni elettromagnetici che riscontriamo sulla Terra.

Vale sottolineare che le particelle elettromagnetiche di cui stiamo trattando non sono presenti solo a livello tecnico di cui si potrebbero fare infiniti esempi (come quello fra tutti più famoso di infrangere un bicchiere di cristallo con un suono della stessa frequenza), ma anche negli esseri viventi. Prova ne sono alcuni accostamenti di piante diverse che in una sorta di simbiosi si aiutano a vicenda per svilupparsi al meglio, mentre accade il contrario fra piante incompatibili fra loro che si danneggiano reciprocamente. Questo fenomeno è ben noto in botanica.

La parola simbiosi richiama anche alla capacità di animali diversi di convivere o condividere le loro esistenze scambiandosi una sorta di favore.

Come spiegare tutto questo?

Che sia frutto di una evoluzione sviluppatasi nel corso di millenni è una soluzione semplicistica e poco scientifica. Più probabilmente è dovuto alle vibrazioni specifiche di determinate specie sono fra loro compatibili, e da qui scaturirebbe quella sorta di tacita intesa e affiatamento simbiotico. Altre invece no, dando luogo a profonda e dannosa repulsione. Moltissime specie animali hanno la capacità di percepire queste vibrazioni meglio dell’uomo come per esempio l’approssimarsi di un uragano o altri eventi inusuali carichi di energia.

Tornando per un attimo in ambiente esoterico, molte dottrine filosofico religiose di antiche origini sostengono che ciascun essere umano sia avvolto da una sorta di alone chiamato “aura”. In pratica sarebbe come un involucro generato dalle onde elettromagnetiche che il corpo emette in continuazione. Non è azzardato ipotizzare che, in riferimento a quanto esposto sopra, l’intesa o il disaccordo fra due persone possa essere influenzato da questa aura, a seconda che ci sia sintonia (risonanza) che gli inglesi definiscono feeling, o avversione (dissonanza) fra le aure di due persone. In conclusione se fossimo in grado di misurare le vibrazioni di ciascun individuo si potrebbero ipotizzare le affinità che li rendono compatibili, grossolanamente come avviene con il gruppo sanguigno.

Insomma vuoi per le onde elettromagnetiche, vuoi per le vibrazioni e per le particelle che le generano, anche gli esseri viventi sono frutto della bizzarria dei numeri, che nella loro complessità si manifestano a noi nei modi che meno ci aspetteremmo. Eppure la numerologia è ampiamente diffusa in molte civiltà e tuttora attiva in alcuni paesi orientali, trasformata in una sorta di linguaggio esoterico con cui trova applicazione nei campi dello scibile umano e al di là di questo.

06-08-2022

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