Anamorfismi

Ciò che osserviamo della realtà che ci circonda, è solo un’immagine che riusciamo a percepire, che riconosciamo, che ci è in qualche modo famigliare e che riusciamo a decodificare per identificarla, dandole una interpretazione soggettiva. Ma tutto ciò, questo processo apparentemente semplice e naturale, avviene attraverso la nostra immaginazione che definisce la realtà catturata dai nostri occhi secondo schemi strutturati nella nostra mente in base alle esperienze, conoscenze e capacità di cui disponiamo. Quindi la possibilità che tutto ciò che osserviamo non sia altro che una visione personalizzata della realtà, se non addirittura illusoria e distorta, assume un aspetto non trascurabile.
Vediamo ciò che vogliamo vedere e non quello che è realmente.
Se questo processo cognitivo si applica ai sentimenti la cosa si complica in maniera ancor più significativa poiché l’emotività insita in ciò che proviamo distorce le nostre sensazioni catapultandoci in mondi ideali che costruiamo con una fantasia inarrestabile e incontrollata dando vita a scenari sentimentali indescrivibili, se pur emozionanti. E se si riesce ad aprire gli occhi su di essi si rimane stupefatti, talvolta disillusi, nel vedere una diversa realtà.
E cosa c’è di più efficace della poesia per vedere illusorie distorsioni di un’altra realtà?
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Identità

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